COSA
È LA PROTEZIONE CIVILE
Il termine “protezione civile” è utilizzato per indicare tutti gli interventi messi in atto per soccorrere popolazioni colpite da calamità e disastri.
Salvare vite umane, trovare un letto a chi ha perduto la propria casa, distribuire cibo e vestiario, ripristinare le vie ed i mezzi di comunicazione: questi sono solo alcuni dei compiti che una moderna struttura di protezione civile deve svolgere.
Con il termine protezione civile si intende non solo intervento di soccorso, ma è anche l’attività di previsione e prevenzione, per studiare le cause, i rischi e le areee più esposte, per evitare e ridurre i danni dovuti alle calamità.
Il primo responsabile di quest’opera è il Sindaco, che viene definito dalla legge “autorità locale di protezione civile”. È lui che ha il compito di realizzare i piani d’emergenza, di sorvegliare il territorio, di intervenire in caso di necessità e di coordinare l’opera dei soccorsi. Quando il Sindaco non è in grado di fronteggiare una calamità troppo vasta o disastrosa chiede aiuto al Prefetto, che mette a disposizione uomini, mezzi e strutture più numerose ed organizzate. Alcune calamità, per la loro gravità, sono invece direttamente affrontate dallo Stato attraverso l’organizzazione del Dipartimento della Protezione Civile.
Il Sindaco, il Prefetto, il Dipartimento non agiscono da soli: per poter fronteggiare un’emergenza, si avvalgono di tutte le componenti il sistema di protezione civile. Tra queste ricordiamo i Vigili del Fuoco, con la loro competenza e professionalità; le forze armate e di Polizia con compiti di logistica, di viabilità e di ordine pubblico; il Corpo Forestale a tutela del patrimonio boschivo; il Servizio Sanitario con strutture e risorse per la salute della popolazione; e tante altre ancora.
Una macchina complessa dove ciascuno mette a disposizione le proprie capacità per il bene di tutti.
Ma c’è una di queste componenti che, impegnata in svariati settori, in campo sanitario, logistico, antincendio, subacqueo, comunicazioni radio, costituisce la colonna fondamentale della Protezione Civile Italiana: il VOLONTARIATO.
Un’indagine condotta dall’ISTAT nel 1999 ha rilevato che i volontari dediti alla protezione civile sono circa 76.000.
Dinamico, intraprendente, motivato ed organizzato, il volontariato è il primo ad intervenire in caso di calamità ed è portatore non solamente di competenze e preparazione tecnica, ma anche di solidarietà e condivisione.
Il volontariato è quindi un modo per esprimere i sentimenti di solidarietà, di collaborazione, di spirito d’iniziativa e di organizzazione.
Nel mese di novembre del 1993 è costituita a Bacoli l’associazione volontariato di protezione civile FALCO.
Nel 1996 l’associazione Falco, con decreto del Presidente della Giunta Regionale è iscritta nell’elenco delle organizzazioni di volontariato idonee e di pubblica utilità (L.R. 9/93).
Da quel momento, le attività dell’Associazione vanno via via configurandosi a quelle di riferimento nazionale. Alle varie attività di assistenza svolte, vengono affiancate quelle di emergenza. Tra queste:
Maggio 1998 Emergenza Sarno,
esperienza formativa che ci raffronta con la realtà organizzativa della
Protezione Civile Nazionale.

Ottobre 2000 a Bacoli scatta l’emergenza per la carenza idrica. La nostra associazione è impegnata per la consegna dell’acqua al domicilio delle persone anziane e disabili e per assistere la popolazione presso le autobotti dei VV.F.
Settembre 2001: Emergenza
alluvionale Bacoli con operazioni di svuotamento abitazioni e cantine.
Antincendio
la nostra associazione è impegnata, con costanza, nelle lotta agli
incendi di vegetazione che puntualmente nei periodi estivi dilagano nell’area
flegrea.
Nel mese di Agosto 2001
la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione
Civile iscrive l’associazione nell’elenco nazionale delle organizzazioni
(L.194/2001) .
Nel corso del 2002 dalla
Regione Campania è costituita la Colonna Mobile cui la nostra organizzazione
partecipa con un modulo, per il rischio idrogeologico, di quindici operatori
pronti a partire nel giro di 12 ore per tutto il territorio nazionale.
Nel 2003 l'Associazione partecipa, come Ente Co-Promotore, per l'impiego di 300 giovani nel Servizio Civile Nazionale a supporto del sistema regionale di protezione civile. All'Associazione FALCO saranno assegnati per 3 anni 4 operatori in Servizio Civile.
DI PROTEZIONE CIVILE
a cura di Attilio D'Annibale dell'ufficio
stampa del Dipartimento della Protezione Civile
Con lo
sviluppo nell'ultimo decennio, di una cultura della protezione civile intesa non
più soltanto come soccorso ma, principalmente, come attività di previsione
e prevenzione delle calamità, si è anche rafforzato e valorizzato il ruolo
del volontariato nella protezione civile.
Il dato saliente è il
passaggio dalla considerazione del volontariato individuale, alla presa d'atto
del ruolo determinante della associazioni di volontariato. Sono da ritenere,
quindi, del tutto superate le disposizioni legislative, pur vigenti e cioè
l'art.13 della legge 8 dicembre 1970 n. 996, nella quale il volontariato era
inteso come reclutamento di personale volontariato da parte dei comandi
provinciali dei vigili del fuoco, sia il regolamento d'attuazione della stessa
legge approvato con DPR 6 febbraio 1981 n.66 con l'istituzione -rimasta quasi
ovunque disattesa - di appositi ruolini presso le prefetture, per
l'iscrizione dei singoli volontari da addestrare con corsi periodici ed
esercitazioni.
La
normativa attualmente valida di riferimento - che ha dato veste giuridica ad una
prassi, largamente attuata, di utilizzo delle associazioni di volontariato
nell'opera di previsione, prevenzione e soccorso in caso di calamità è
l'art. 18 della legge 24 febbraio 1992 n. 225 e il relativo regolamento di
attuazione ( emanato con DPR 21 settembre 1994 n. 613, pubblicato nella G.U. n.
259 del 5 novembre 1994 MODIFICATO DAL DPR 194/01) che ha recepito tra l'altro
l'art.11 della legge 24 luglio 1984 n. 363. Parallelamente al passaggio del
volontariato singolo a quello associato, si è passati in questi anni dal
volontariato occasionale, un po' romantico ed emotivo, al volontariato
organizzato, attrezzato, addestrato, autosufficiente. Oggi comunque, non si può
certo dire che tutte le associazioni abbiano strutturato gruppi di intervento
professionalmente capaci ed autosufficienti, ne che tutte siano giunte allo
stesso grado di capacità operativa; ma è indubbio che nel complesso, il
volontariato di protezione civile, organizzato dalle molte associazioni
esistenti, è una grande forza, sia sul piano numerico che in quello della
qualificazione professionale e della capacità di intervento, tale da porre il
volontariato allo stesso livello delle altre componenti istituzionali della
protezione civile.
Non
a caso l'art.11 della legge 225/92 sancisce che le organizzazioni di
volontariato fanno parte delle strutture operative del Servizio nazionale
della protezione civile. Nello stesso tempo, però, non possono e non devono
sostituire le istituzioni.
Nella
protezione civile le associazioni di volontariato sono strutturate per settori
che operano in continuità nel loro campo specifico di attività, ma strutturano
anche appositi gruppi di intervento altamente specializzati ed operativi, posti
al servizio di chi gestirà l'intervento globale. La maggior parte sono a
carattere nazionale, le quali riescono, con maggiore o minore intensità, a
rappresentare e coordinare i moltissimi gruppi locali che a loro fanno
riferimento ; ma vi sono anche, ovviamente, molti gruppi locali autonomi, la cui
individuazione ed utilizzo è più difficile. In questa ottica, deve essere poi
citata l'iniziativa dei gruppi comunali e intercomunali di volontariato
di protezione civile e dei gruppi dei vigili del fuoco volontari, che
costituiscono una esperienza vitale in alcune regioni di frontiera.
E'
inutile precisare che sono considerate associazioni di volontariato di
protezione civile quelle associazioni liberamente costituite da volontari con fini
solidaristici e senza scopo di lucro, anche indiretto, e che svolgono o
promuovono attività di previsione e prevenzione e soccorso in occasione
di calamità naturali o indotte, nonchè attività di formazione alla
coscienza di protezione civile.
L'aspetto
più importante è, ovviamente, quello del fine di solidarietà, e della sua
traduzione operativa nella caratteristica della gratuità, dell'assenza del fine
di lucro individuale e collettivo.
La
protezione civile è, in qualche modo infatti, il punto più alto e di sintesi
della solidarietà, in quanto è solidarietà verso un'intera comunità, colpita
da una fatto grave e violento come la calamità e chiama a raccolta doverosa
tutte le energie della comunità ,nessuna esclusa e al massimo delle capacità.
Questo
vale con evidenza nell'emergenza, ma vale anche nella fase di previsione e
prevenzione: che è, appunto, conoscenza attenta ed armoniosa della propria
realtà territoriale, che non può non tradursi in rispetto e impegno attivo di
tutela e valorizzazione.
Il
volontario è da ritenere elemento insostituibile nell'organizzazione della
protezione civile e proprio perché presta la sua opera in maniera del tutto
gratuita, mettendo a disposizione della collettività la propria professionalità
ed il tempo libero, è bene che il suo ruolo venga esaltato e ben identificato
anche nell'essere facilmente individuato indossando uniformi di foggia (compresi
emblemi e distintivi) non confondibili con altre forze che sono si quelle
<<istituzionali>> quali vigili del fuoco, forze armate, forze
di polizia, corpo forestale dello stato ecc., ma che per questo lavoro
percepiscono un regolare stipendio dall'amministrazione dello Stato.
Sono
da bandire, quindi, quei comportamenti quali l'uso di lampeggiatori d'emergenza
(consentito soltanto per le ambulanze in uso alle organizzazioni di
volontariato) o di palette segnaletiche, l'effettuazione di scorte non
autorizzate dalle forze di polizia, la regolazione del traffico o quegli abusi
che contribuiscono a confondere il volontario di protezione civile con le
forze istituzionali. Fatte queste indispensabili premesse si può
tranquillamente affermare che per diventare volontario di protezione civile il
singolo cittadino, nel rispetto dei già citati principi, dovrà aderire ad
un'associazione di volontariato che svolga attività nelle quattro fasi che
contraddistinguono il sistema della protezione civile in Italia : previsione,
prevenzione e soccorso e superamento dell'emergenza. Queste associazioni di
volontariato
possedere
i requisiti di moralità, affidabilità, capacità operative e una struttura
organizzativa ed autosufficiente in modo da poter dare, nel momento
dell'emergenza, un valido supporto alle istituzioni. agli aderenti oltre a
possedere i requisiti suddetti non devono avere procedimenti penali pregressi o
in corso, si chiede di svolgere la propria attività di competenza
specializzandosi in uno o più settori che sono numerosi e diversificati tra
loro.
I
principali sono :
·
Formazione della coscienza civile intesa principalmente come educazione alla protezione civile
rivolta soprattutto alle popolazioni delle zone a rischio, ai giovani ed agli
studenti della scuola dell'obbligo;
·
Previsione intesa
come studio delle cause dei fenomeni calamitosi, della identificazione dei
rischi e della individuazione delle zone soggette a rischio;
·
Prevenzione volta
da evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni
conseguenti ad eventi calamitosi ed a promuovere e curare l'educazione della
popolazione all'autoprotezione;
·
Soccorso svolto
in numerosi settori tra i quali il sanitario, l'assistenziale ed il tecnico
(radioamatori, sommozzatori, squadre antincendio boschivi, unità cinofile di
soccorso, speleologi, paracadutisti ecc.)
·
Superamento dell'emergenza volta ad attuare tutte quelle
iniziative che ostacolano la ripresa.
Pertanto
se un cittadino vuole dedicarsi al volontariato di protezione civile dovrà
individuare, sul territorio, nazionale associazioni di volontariato che svolga
attività in uno dei settori in cui detto cittadino ha già preparazione o
intenda acquisirla. Gli enti da contattare sono nell'ordine : Prefettura,
Regione, Dipartimento della protezione civile
Bisogna
comunque tenere presente che la prima autorità di protezione civile è il
Sindaco e che, quindi, in primo luogo ci si deve rivolgere al Comune di
appartenenza anche perché molti Comuni hanno già costituito efficienti gruppi
comunali di volontariato di protezione civile.
Ai
volontari, limitatamente al periodo di impiego autorizzato, vengono garantiti il
mantenimento del posto di lavoro e del relativo trattamento economico e
previdenziale, la copertura assicurativa e il rimborso delle spese sostenute
nell'attività di protezione civile. Periodicamente vengono svolte esercitazioni
alle quali sono chiamate a partecipare le associazioni di volontariato che
durante l'anno possono organizzare, di propria iniziativa e con l'apporto del
Dipartimento della protezione civile, corsi di formazione utilizzando anche le
strutture del Centro nazionale della protezione civile situato alle porte di
Roma (Castelnuovo di Porto), dove ha sede la scuola nazionale della protezione
civile.
Secondo
la normativa vigente il Ministro per il coordinamento della protezione civile
(oggi Sottosegretario) o per sua delega, il Prefetto territorialmente competente
può disporre l'impiego delle associazioni di volontariato
in
attività di previsione, prevenzione soccorso e superamento dell'emergenza (ex
art.11 della legge 24 luglio 1984 n. 363 recepito nell'art.18 della legge 24
febbraio 1992 n. 225 istitutiva del Servizio nazionale della protezione
civile ).
Pertanto,
al verificarsi di una emergenza il Dipartimento della protezione civile (retto
dal Sottosegretario alla protezione civile) o la Prefettura possono allertare i
responsabili delle associazioni di volontariato riconosciute al fine di
autorizzare l'intervento dei rispettivi volontari tecnicamente qualificati a
supporto delle forze istituzionali.
Questa
prassi è ormai entrata nella consuetudine e sono numerosissimi i volontari
appartenenti ad associazioni di volontariato censite dal Dipartimento della
protezione civile, che sono stati allertati per partecipare ad attività di
soccorso sia in Italia che all'estero, nonché a prove di simulazione di
emergenza ed addestramento.
Appare
opportuno ricordare che la protezione civile deve tutelare la vita degli uomini
e salvaguardare i beni e l'ambiente dai danni derivanti da calamità naturali o
eventi indotti; un impegno troppo importante per essere svolto con superficialità
da soccorritori improvvisati o, peggio ancora da speculatori.
Pertanto
il cittadino che vuole diventare volontario deve curare la sua preparazione
professionale e morale poiché, se ben preparato ed addestrato, rappresenta la
forza di protezione civile locale di più immediato intervento proprio perché
vive sul posto e conosce il territorio e le genti da soccorrere.